Castelnuovo Calcea, tra storia e paesaggi UNESCO
Il sindaco Roberto Guastello racconta il suo paese nel cuore del Monferrato, tra tradizioni vitivinicole, patrimonio storico e nuove prospettive turistiche
Il servizio alla comunità: l’esperienza amministrativa
Sindaco, parlaci di te e della tua esperienza amministrativa.
Mi chiamo Roberto Guastello, classe 1977, laureato in Scienze Politiche (vecchio ordinamento) e lavoro nel settore bancario. Sono sindaco di Castelnuovo Calcea dal 2009, ma la mia esperienza amministrativa è iniziata già nel 2004.
Parlare della mia esperienza amministrativa rischierebbe di trasformarsi in una pedante narrazione autoreferenziale o in un semplice elenco di attività, considerando i molti anni di lavoro svolto. In questo ruolo, infatti, ciò che conta davvero sono i fatti e le opere realizzate.
Se devo descrivere le sensazioni legate all’essere primo cittadino, posso dire che, nonostante gli inevitabili alti e bassi “umorali” che questa responsabilità comporta, l’entusiasmo e la voglia di fare non sono mai mancati.
Il risultato più importante che ho cercato di raggiungere in questi anni è stato quello di essere all’altezza del compito, cercando di rispondere alle aspettative e ai bisogni reali della comunità che rappresento. Non è mai scontato riuscirci, ma è una sfida continua che, ancora oggi, rimane profondamente motivante.

Le origini di Castelnuovo Calcea
Raccontaci un po’ della storia di Castelnuovo Calcea.
Il nome “Castelnuovo Calcea” unisce due antiche denominazioni: “Castrum Novum” e “Calcea”.
“Castrum Novum”, ovvero “castello nuovo”, indicava il primo insediamento, situato su una collina vicina dove oggi sorge la cascina “Castello”.
L’antico castello venne distrutto nel 1155, probabilmente durante i conflitti legati alla discesa in Italia dell’imperatore Federico Barbarossa, e fu ricostruito nello stesso anno dal Marchese di Incisa nell’attuale posizione.
L’origine del termine “Calcea” è invece meno chiara. Il nome era già in uso e identificava la zona. L’ipotesi più accreditata lo collega alla strada romana diretta verso Nizza Monferrato, che attraversava un’area paludosa e richiedeva frequenti lavori di rinforzo del terreno: da qui potrebbe derivare dal francese chaussé o rechaussé, cioè “rincalzato”. Altre spiegazioni, come la presenza di cave di calce, non trovano invece riscontri storici.
L’episodio più drammatico della storia locale avvenne nel XVII secolo. Durante le guerre tra Francia, Spagna e Savoia per la successione del Ducato di Mantova e del Monferrato, il 3 ottobre 1634 le truppe di Vittorio Amedeo I, guidate da Stefano Re, occuparono Castelnuovo. L’anno successivo gli abitanti tentarono una rivolta con l’appoggio degli spagnoli, ma la reazione sabauda fu durissima: il paese venne saccheggiato e incendiato. Da allora nel Monferrato l’episodio è ricordato con il nome di “Castelnuovo Bruciato”.

Dopo questi eventi il castello perse progressivamente la sua funzione militare e venne trasformato in residenza nobiliare. Passò ai Savoia nel 1735 e, per un breve periodo, alla Repubblica Astese nel 1797. Nell’Ottocento divenne proprietà privata e, a causa della mancata manutenzione, iniziò un lento degrado culminato nel crollo parziale del 1945.
Negli anni Sessanta un tentativo di speculazione edilizia fu bloccato dalla Soprintendenza ai Monumenti di Torino. Solo nel 1987, dopo l’acquisto da parte del Comune, iniziarono i lavori di restauro che hanno recuperato l’area, trasformandola in parco pubblico e sede di eventi, oggi inserita nel circuito dei “Castelli Aperti” del basso Piemonte.
Un fatto più recente ma molto significativo è avvenuto nel 2014, quando oltre il 90% del territorio comunale è stato inserito nella “core zone” UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte.

Il patrimonio storico e culturale
Descrivici i principali elementi storici e culturali del tuo Comune.
Tra i luoghi più significativi di Castelnuovo Calcea si possono ricordare:
La Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano
Splendido esempio di barocco piemontese, edificata alla fine del Seicento. Sorge in posizione dominante e offre un contesto panoramico di grande suggestione.
Il ponte medievale
Risale ai primi anni del Duecento. Crollato negli anni Sessanta del Novecento a causa dell’incuria e sostituito con una rampa in cemento armato, è stato fedelmente ricostruito nel 2015 grazie a un contributo ministeriale.
Il Parco artistico “Orme su La Court”
È il più esteso museo a cielo aperto tra i vigneti. Qui arte, paesaggio e vino dialogano in modo continuo lungo un percorso fiabesco dedicato ai quattro elementi naturali – terra, aria, acqua e fuoco – con scenografie e sculture progettate da Emanuele Luzzati.

Economia locale e turismo del vino
Parlaci delle principali caratteristiche economiche e produttive.
L’economia di Castelnuovo Calcea è storicamente agricola e basata sulla coltivazione della vite e sulla produzione vinicola. La viticoltura rappresenta ancora oggi il cuore dell’identità economica e culturale del territorio.
Il riconoscimento UNESCO dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte ha favorito negli ultimi anni un significativo sviluppo del turismo. Questo ha stimolato la nascita di nuove strutture di accoglienza, come agriturismi e bed & breakfast, che stanno contribuendo a rafforzare l’economia locale.
Nel fondovalle è presente anche un’area industriale che in passato ha avuto una certa rilevanza, ma che negli ultimi anni si è ridimensionata a causa dei cicli economici.
Vini, tradizioni e momenti di festa
Ci sono prodotti tipici e manifestazioni caratteristiche del paese?
I prodotti tipici più rappresentativi di Castelnuovo Calcea sono i vini del territorio, espressione diretta della tradizione vitivinicola del Monferrato. Tra i più importanti si possono citare:
• Barbera d’Asti
• Nizza
• Dolcetto
• Grignolino
• Cortese
Questi vini non sono soltanto prodotti agricoli, ma rappresentano un elemento fondamentale dell’identità locale e della cultura del territorio.
Accanto alla produzione enologica, il paese mantiene vive anche diverse tradizioni conviviali. La manifestazione più importante si svolge all’inizio di agosto, quando per cinque serate il cortile del castello diventa il cuore della vita comunitaria. Musica dal vivo, cucina tipica e momenti di incontro animano il borgo, richiamando visitatori e turisti e creando un’occasione di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti.

La rete dei Castelnuovo: una sfida per il futuro
Cosa chiederebbe alla rete dei Castelnuovo d’Italia per il prossimo futuro?
Sarebbe importante trovare un meccanismo che permetta di mantenere solidi e duraturi i legami tra i comuni della rete, anche di fronte agli inevitabili cambi di amministrazione che si verificano nel tempo.
Costruire strumenti e occasioni di collaborazione stabili potrebbe infatti garantire continuità al progetto e rafforzare ulteriormente il valore della rete dei Castelnuovo d’Italia.
