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10
October
2026

Castelnuovo Scrivia: storia, ingegno e passione per la comunità

Il sindaco Gianni Tagliani racconta un paese che custodisce l’eredità di Matteo Bandello, valorizza il proprio patrimonio e rinnova le sue tradizioni produttive e popolari.

Gianni Tagliani
Gianni Tagliani
Adalberto Soli
Adalberto Soli
NdR: Nell'articolo, il Sindaco Gianni Tagliani, è intervistato da Adalberto Soli, coordinatore della rete dei Castelnuovo d'Italia

Amministrare come servizio

Caro Sindaco, parlaci di te e della tua esperienza amministrativa.

La mia esperienza amministrativa è abbastanza lunga, ma continua a essere entusiasmante. Il filo che la tiene insieme è il desiderio di essere al servizio dei cittadini: considero questo impegno un modo diverso di fare volontariato, mettendo tempo, energie e disponibilità a disposizione della comunità.

Naturalmente, amministrare significa assumersi responsabilità, confrontarsi con regole e risorse limitate, cercare risposte a esigenze che non sempre coincidono. Ma dietro ogni pratica e ogni decisione ci sono persone, famiglie, attività economiche. È questa dimensione concreta a dare senso al lavoro e a ricordare che il Comune è il luogo in cui molti problemi della vita quotidiana cercano una soluzione.

Il Sindaco, Gianni Taggliani

Le radici di un borgo lungo lo Scrivia

Raccontaci un po’ di storia di Castelnuovo.

La storia di Castelnuovo richiede una distinzione tra le origini degli insediamenti nel territorio e la formazione del centro fortificato. Le testimonianze archeologiche documentano una presenza romana: il rapporto con la terra e con il fiume appartiene dunque alle radici più antiche del nostro paese.

Anche i nomi raccontano questa lunga vicenda. Nei periodi di dipendenza da Tortona si incontra la denominazione “Castelnuovo di Terdona”, accanto alle forme “Castelnovo” e “Castro novo”. Nel 1567 compare “ad Scripiam”, che lega esplicitamente il paese allo Scrivia. La storia del nome si intreccia con quella delle signorie: dopo i D’Avalos, nel 1570 il feudo passa ai marchesi Marini.

Il Medioevo è segnato dal rapporto, spesso conflittuale, con Tortona. Castelnuovo si schiera con Federico Barbarossa e beneficia di privilegi che favoriscono il suo sviluppo. Un ruolo importante ha il commercio del gualdo, la pianta impiegata per tingere di blu i tessuti. Le successive vicende feudali collegano il borgo all’area milanese.

Il fiume Scrivia, nasce sull'Appennino Ligure, attraversa Liguria, Piemonte e Lombardia per circa 117km e sfocia come affluente di destra nel fiume Po.

Un patrimonio da conoscere e custodire

Descrivici i più importanti elementi storici e culturali presenti nel tuo Comune.

Il castello dei Torriani e dei Bandello, conosciuto anche come Palazzo Pretorio, è uno degli edifici più rappresentativi. Il porticato ogivale, le bifore e la torre merlata, alta 39 metri, ne fanno un riferimento immediatamente riconoscibile. Gli ambienti interni conservano affreschi dei secoli XV e XVI; la presenza della Biblioteca “Pier Angelo Soldini” collega questo luogo storico alla vita culturale del paese.

Di fronte sorge la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Il suo portale è un’opera di grande valore, datata al 1183 e firmata dal maestro Alberto. I leoni stilofori, la lunetta e i capitelli accompagnano l’ingresso in un edificio che custodisce altre importanti testimonianze artistiche, tra cui l’Ultima Cena di Alessandro Berri e la Madonna della Misericordia.

Meritano attenzione anche la chiesa di Sant’Ignazio e l’attiguo collegio dei Gesuiti: un complesso che richiama il ruolo esercitato dalla cultura religiosa e dall’istruzione nella storia locale. Palazzo Centurione, sede del Comune, completa questo percorso tra edifici che hanno accompagnato la vita civile del paese.

Accanto ai monumenti maggiori esiste una rete di chiese cittadine e campestri recuperate, tra cui San Damiano, San Carlo, la chiesa della Croce e la Madonna delle Grazie. Sono luoghi diversi per dimensione e collocazione, ma tutti contribuiscono a raccontare il territorio e il rapporto delle persone con le proprie radici.

Matteo Bandello è certamente il nostro figlio più illustre, uno dei grandi novellieri del Cinquecento. La sua figura dà a Castelnuovo un legame con la storia della letteratura che supera ampiamente i confini locali e ci offre un motivo particolare di orgoglio.

Tra le sue novelle compare la vicenda di Giulietta e Romeo, pubblicata nel 1554, che riprende il precedente racconto di Luigi da Porto. Attraverso successive rielaborazioni e traduzioni, questa storia giunge alla cultura inglese e alla celebre tragedia di William Shakespeare, composta circa quarant’anni dopo.

È affascinante pensare che una storia conosciuta in tutto il mondo abbia, nel suo percorso letterario, anche un legame con Castelnuovo Scrivia. Bandello ci ricorda quanto i territori possano contribuire alla cultura attraverso le persone che vi nascono e quanto le idee siano capaci di viaggiare, incontrare altre lingue e acquistare nuove forme.

Palazzo Centurione ora Municipio e Museo civico (1570-80)

Il lavoro cambia, il saper fare rimane

Parlaci delle principali caratteristiche economiche e produttive.

Castelnuovo ha conosciuto una presenza importante di industrie calzaturiere, attività legate ai trasporti e alla lavorazione della gomma. Nel tempo il tessuto economico è cambiato, con uno sviluppo del terziario, delle produzioni plastiche e delle imprese artigiane.

Questa trasformazione ricorda che l’identità produttiva di un paese non è immobile. Cambiano i mercati, le tecnologie e le necessità delle persone; restano preziosi l’esperienza, la capacità di organizzare il lavoro e le competenze maturate nelle imprese. Il passaggio tra attività diverse pone anche il tema della trasmissione di questi saperi alle nuove generazioni.

Un nostro fiore all’occhiello è la produzione di oboi della storica famiglia Patricola. È un esempio particolarmente significativo dell’incontro tra artigianato e musica: uno strumento richiede precisione, sensibilità e attenzione alle esigenze di chi lo suona. In questo caso il saper fare diventa anche un contributo alla cultura, perché prende forma in un oggetto destinato all’espressione artistica.

Castello dei Torriani e dei Bandello, conosciuto anche come Palazzo Pretorio

I sapori che raccontano il paese

Ci sono prodotti tipici caratteristici?

Due specialità meritano di essere ricordate. La prima è la torta dar Carsent, preparata con lievito madre e uvetta: per le sue caratteristiche può richiamare una sorta di “panettone primordiale”. È un dolce che appartiene alla tradizione locale e che permette di avvicinarsi al paese anche attraverso i suoi sapori.

Il lievito madre rimanda a una preparazione che richiede cura e tempo. In una ricetta tradizionale si conserva qualcosa della vita delle famiglie: gesti ripetuti, conoscenze trasmesse, occasioni in cui il cibo diventa un modo per stare insieme. Il valore di una specialità sta anche nella capacità di evocare questi legami.

L’altra presenza caratteristica è quella dei bandellini, biscotti ispirati al periodo rinascimentale. Il richiamo a Bandello rende riconoscibile il legame tra la proposta gastronomica e l’identità culturale del paese. Anche un piccolo prodotto può suscitare una domanda e diventare il punto di partenza per conoscere una storia.

La torta dar Carsent

Le feste, occasioni per ritrovarsi

Parlaci delle manifestazioni e delle feste.

Due appuntamenti scandiscono in modo particolare la vita del paese. La rievocazione storica si svolge intorno al 23 maggio, giorno di San Desiderio, e offre l’occasione di riportare l’attenzione sulle radici di Castelnuovo e sul suo patrimonio.

La festa patronale cade invece alla quarta domenica di agosto ed è accompagnata dal tradizionale spettacolo pirotecnico, espressione di una consuetudine centenaria. I fuochi rappresentano un momento molto atteso, capace di richiamare pubblico e di unire persone di età diverse intorno a un’esperienza condivisa.

Le feste hanno un significato che continua oltre il programma delle singole giornate. Consentono di incontrarsi, di accogliere chi arriva da fuori e di riscoprire il piacere di vivere insieme gli spazi del paese. Sono momenti in cui la memoria locale trova una forma concreta e accessibile.

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10
October
2026

Castelnuovo Scrivia: storia, ingegno e passione per la comunità

Il sindaco Gianni Tagliani racconta un paese che custodisce l’eredità di Matteo Bandello, valorizza il proprio patrimonio e rinnova le sue tradizioni produttive e popolari.

Gianni Tagliani
Gianni Tagliani
Adalberto Soli
Adalberto Soli

🤝 Collaboratori

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📝 Descrizione del Progetto

NdR: Nell'articolo, il Sindaco Gianni Tagliani, è intervistato da Adalberto Soli, coordinatore della rete dei Castelnuovo d'Italia

Amministrare come servizio

Caro Sindaco, parlaci di te e della tua esperienza amministrativa.

La mia esperienza amministrativa è abbastanza lunga, ma continua a essere entusiasmante. Il filo che la tiene insieme è il desiderio di essere al servizio dei cittadini: considero questo impegno un modo diverso di fare volontariato, mettendo tempo, energie e disponibilità a disposizione della comunità.

Naturalmente, amministrare significa assumersi responsabilità, confrontarsi con regole e risorse limitate, cercare risposte a esigenze che non sempre coincidono. Ma dietro ogni pratica e ogni decisione ci sono persone, famiglie, attività economiche. È questa dimensione concreta a dare senso al lavoro e a ricordare che il Comune è il luogo in cui molti problemi della vita quotidiana cercano una soluzione.

Il Sindaco, Gianni Taggliani

Le radici di un borgo lungo lo Scrivia

Raccontaci un po’ di storia di Castelnuovo.

La storia di Castelnuovo richiede una distinzione tra le origini degli insediamenti nel territorio e la formazione del centro fortificato. Le testimonianze archeologiche documentano una presenza romana: il rapporto con la terra e con il fiume appartiene dunque alle radici più antiche del nostro paese.

Anche i nomi raccontano questa lunga vicenda. Nei periodi di dipendenza da Tortona si incontra la denominazione “Castelnuovo di Terdona”, accanto alle forme “Castelnovo” e “Castro novo”. Nel 1567 compare “ad Scripiam”, che lega esplicitamente il paese allo Scrivia. La storia del nome si intreccia con quella delle signorie: dopo i D’Avalos, nel 1570 il feudo passa ai marchesi Marini.

Il Medioevo è segnato dal rapporto, spesso conflittuale, con Tortona. Castelnuovo si schiera con Federico Barbarossa e beneficia di privilegi che favoriscono il suo sviluppo. Un ruolo importante ha il commercio del gualdo, la pianta impiegata per tingere di blu i tessuti. Le successive vicende feudali collegano il borgo all’area milanese.

Il fiume Scrivia, nasce sull'Appennino Ligure, attraversa Liguria, Piemonte e Lombardia per circa 117km e sfocia come affluente di destra nel fiume Po.

Un patrimonio da conoscere e custodire

Descrivici i più importanti elementi storici e culturali presenti nel tuo Comune.

Il castello dei Torriani e dei Bandello, conosciuto anche come Palazzo Pretorio, è uno degli edifici più rappresentativi. Il porticato ogivale, le bifore e la torre merlata, alta 39 metri, ne fanno un riferimento immediatamente riconoscibile. Gli ambienti interni conservano affreschi dei secoli XV e XVI; la presenza della Biblioteca “Pier Angelo Soldini” collega questo luogo storico alla vita culturale del paese.

Di fronte sorge la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Il suo portale è un’opera di grande valore, datata al 1183 e firmata dal maestro Alberto. I leoni stilofori, la lunetta e i capitelli accompagnano l’ingresso in un edificio che custodisce altre importanti testimonianze artistiche, tra cui l’Ultima Cena di Alessandro Berri e la Madonna della Misericordia.

Meritano attenzione anche la chiesa di Sant’Ignazio e l’attiguo collegio dei Gesuiti: un complesso che richiama il ruolo esercitato dalla cultura religiosa e dall’istruzione nella storia locale. Palazzo Centurione, sede del Comune, completa questo percorso tra edifici che hanno accompagnato la vita civile del paese.

Accanto ai monumenti maggiori esiste una rete di chiese cittadine e campestri recuperate, tra cui San Damiano, San Carlo, la chiesa della Croce e la Madonna delle Grazie. Sono luoghi diversi per dimensione e collocazione, ma tutti contribuiscono a raccontare il territorio e il rapporto delle persone con le proprie radici.

Matteo Bandello è certamente il nostro figlio più illustre, uno dei grandi novellieri del Cinquecento. La sua figura dà a Castelnuovo un legame con la storia della letteratura che supera ampiamente i confini locali e ci offre un motivo particolare di orgoglio.

Tra le sue novelle compare la vicenda di Giulietta e Romeo, pubblicata nel 1554, che riprende il precedente racconto di Luigi da Porto. Attraverso successive rielaborazioni e traduzioni, questa storia giunge alla cultura inglese e alla celebre tragedia di William Shakespeare, composta circa quarant’anni dopo.

È affascinante pensare che una storia conosciuta in tutto il mondo abbia, nel suo percorso letterario, anche un legame con Castelnuovo Scrivia. Bandello ci ricorda quanto i territori possano contribuire alla cultura attraverso le persone che vi nascono e quanto le idee siano capaci di viaggiare, incontrare altre lingue e acquistare nuove forme.

Palazzo Centurione ora Municipio e Museo civico (1570-80)

Il lavoro cambia, il saper fare rimane

Parlaci delle principali caratteristiche economiche e produttive.

Castelnuovo ha conosciuto una presenza importante di industrie calzaturiere, attività legate ai trasporti e alla lavorazione della gomma. Nel tempo il tessuto economico è cambiato, con uno sviluppo del terziario, delle produzioni plastiche e delle imprese artigiane.

Questa trasformazione ricorda che l’identità produttiva di un paese non è immobile. Cambiano i mercati, le tecnologie e le necessità delle persone; restano preziosi l’esperienza, la capacità di organizzare il lavoro e le competenze maturate nelle imprese. Il passaggio tra attività diverse pone anche il tema della trasmissione di questi saperi alle nuove generazioni.

Un nostro fiore all’occhiello è la produzione di oboi della storica famiglia Patricola. È un esempio particolarmente significativo dell’incontro tra artigianato e musica: uno strumento richiede precisione, sensibilità e attenzione alle esigenze di chi lo suona. In questo caso il saper fare diventa anche un contributo alla cultura, perché prende forma in un oggetto destinato all’espressione artistica.

Castello dei Torriani e dei Bandello, conosciuto anche come Palazzo Pretorio

I sapori che raccontano il paese

Ci sono prodotti tipici caratteristici?

Due specialità meritano di essere ricordate. La prima è la torta dar Carsent, preparata con lievito madre e uvetta: per le sue caratteristiche può richiamare una sorta di “panettone primordiale”. È un dolce che appartiene alla tradizione locale e che permette di avvicinarsi al paese anche attraverso i suoi sapori.

Il lievito madre rimanda a una preparazione che richiede cura e tempo. In una ricetta tradizionale si conserva qualcosa della vita delle famiglie: gesti ripetuti, conoscenze trasmesse, occasioni in cui il cibo diventa un modo per stare insieme. Il valore di una specialità sta anche nella capacità di evocare questi legami.

L’altra presenza caratteristica è quella dei bandellini, biscotti ispirati al periodo rinascimentale. Il richiamo a Bandello rende riconoscibile il legame tra la proposta gastronomica e l’identità culturale del paese. Anche un piccolo prodotto può suscitare una domanda e diventare il punto di partenza per conoscere una storia.

La torta dar Carsent

Le feste, occasioni per ritrovarsi

Parlaci delle manifestazioni e delle feste.

Due appuntamenti scandiscono in modo particolare la vita del paese. La rievocazione storica si svolge intorno al 23 maggio, giorno di San Desiderio, e offre l’occasione di riportare l’attenzione sulle radici di Castelnuovo e sul suo patrimonio.

La festa patronale cade invece alla quarta domenica di agosto ed è accompagnata dal tradizionale spettacolo pirotecnico, espressione di una consuetudine centenaria. I fuochi rappresentano un momento molto atteso, capace di richiamare pubblico e di unire persone di età diverse intorno a un’esperienza condivisa.

Le feste hanno un significato che continua oltre il programma delle singole giornate. Consentono di incontrarsi, di accogliere chi arriva da fuori e di riscoprire il piacere di vivere insieme gli spazi del paese. Sono momenti in cui la memoria locale trova una forma concreta e accessibile.

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