Ooooops!

Siamo spiacenti ma Internet Explorer non è aggiornato agli ultimi standard del Web. Per poter visualizzare correttamente questo Sito vi suggeriamo di scaricare un browser migliore.

Scarica Google Chrome
4
September
2026

La famiglia protagonista del futuro

Dalle politiche per la natalità a un vero progetto di comunità: uno sguardo nuovo che riconosce nelle famiglie una risorsa educativa, sociale, economica e relazionale

Adriano Bordignon
Adriano Bordignon
Dall'intervento di Adriano Bordignon al Convegno "Castelnuovo del Garda per la natalità" del 21 marzo 2026

Una comunità che sceglie di guardare al futuro

Ringrazio il Comune di Castelnuovo del Garda per aver scelto di affrontare il tema della natalità e della famiglia con un approccio che non è emergenziale e settoriale, ma attraverso un programma fortemente orientato al futuro e alla sostenibilità sociale ed economica di questo territorio.

Ci incontriamo per confrontarci su come una comunità possa scegliere di diventare amica della famiglia e della natalità, per condividere esperienze già vissute e mettere le basi di nuovi progetti.

La famiglia, come ricordo spesso nei miei interventi pubblici, non può essere considerata soltanto quando si parla di servizi sociali ed emergenze. Non è un settore residuale della vita, ma una dimensione che attraversa il filo delle nostre storie personali e di comunità: il fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi componenti, come ci ricorda la stessa definizione delle Nazioni Unite.

Indossare gli “occhiali della famiglia”

La famiglia attraversa tutte le politiche pubbliche: la casa, l’urbanistica, la scuola, i trasporti, lo sport, la cultura, il lavoro, i servizi, l’organizzazione dei tempi.

È perciò fondamentale per un amministratore locale domandarsi, ogni volta che prende una decisione: quale effetto avrà questa scelta sulla vita concreta delle famiglie? Come agire affinché le decisioni amministrative non vadano a detrimento delle comunità familiari, ma rappresentino un’opportunità per le famiglie e per chi progetta di formarne una?

È quello che amo definire “indossare gli occhiali della famiglia”: assumere uno sguardo capace di leggere ogni scelta pubblica anche attraverso le sue conseguenze sulla vita familiare.

La Famiglia "progetto di Vita"

La denatalità è anche una questione di libertà

Sappiamo come la questione della natalità sia diventata ormai un’emergenza e come, nello stesso tempo, le contromisure messe in campo assumano spesso la fisionomia di azioni spot, prive delle necessarie caratteristiche di universalità, strutturalità e generosità.

Gli studi e l’osservazione della realtà ci dicono che quanto si sta facendo non è sufficiente. I dati Istat parlano di un continuo calo delle nascite e di un numero medio di figli per donna sceso ai minimi storici.

È necessaria una visione integrale, olistica si potrebbe dire, perché lo squilibrio demografico non può essere ridotto al numero delle culle vuote, né liquidato come una semplice questione di risorse economiche.

È, prima ancora, una questione di libertà: delle coppie che vorrebbero un figlio e non possono permetterselo, delle donne ancora costrette troppo spesso a scegliere tra maternità e carriera, dei giovani precari nel lavoro come nella vita.

Non è più rinviabile l’urgenza di offrire risposte concrete a un desiderio di generatività che resta potenzialmente alto, ma che viene continuamente mortificato quando deve fare i conti con l’organizzazione del lavoro, i costi della vita e la carenza dei servizi di supporto.

Non bastano i bonus: serve un ecosistema favorevole alla famiglia

Dietro la scelta di mettere al mondo un figlio si sviluppa un progetto di vita che ha bisogno di fiducia, sicurezza, servizi, una casa e un lavoro. Ma ha bisogno anche della consapevolezza di vivere dentro una comunità che non lascia sole le famiglie, non soltanto nelle situazioni di criticità, ma anche nel quotidiano, nella routine di ogni giorno.

Per questo non bastano i bonus, nonostante possano essere strumenti utili per affrontare momenti di difficoltà. Servono soprattutto riforme strutturali, capaci di durare oltre la legislatura che le ha introdotte.

Gli incentivi possono aiutare, ma ciò che occorre è soprattutto costruire un ambiente favorevole alla famiglia destinato a durare nel tempo: quello che nel mio libro Rivoluzione famiglia chiamo ecosistema.

Un insieme di quadri relazionali, sociali ed economici in cui ogni elemento – il terreno della fiducia, il clima delle politiche pubbliche, la luce del senso condiviso – concorre a far fiorire o ad appassire la vita di un nucleo familiare.

Rivoluzione famiglia, l'ultimo libro di Adriano Bordignon

Il valore della strada intrapresa da Castelnuovo

Ed è qui, a mio avviso, che sta il valore dell’esperienza che Castelnuovo del Garda sta avviando.

La famiglia è un sistema relazionale, economico e organizzativo e ha bisogno di misure stabili e strutturate che ne favoriscano il vero e pieno protagonismo.

L’Amministrazione comunale ha ideato non una misura isolata, ma un programma pluriennale; non un’iniziativa affidata a un singolo assessorato, ma un percorso che coinvolge l’intera macchina comunale e la comunità.

Non un semplice trasferimento economico, dunque, ma servizi capaci di accompagnare le famiglie nelle diverse fasi della vita, il riconoscimento della loro soggettività e un investimento stabile e sussidiario che ne sostenga le potenzialità.

Dalla famiglia destinataria alla famiglia protagonista

Si tratta di un cambio di prospettiva rispetto a quanto spesso osserviamo nelle amministrazioni locali.

Indossare gli “occhiali della famiglia” significa adottare uno sguardo generativo e relazionale su ogni ambito – economia, urbanistica, scuola, politica – chiedendosi, prima di ogni scelta pubblica, se essa rafforzi o indebolisca le relazioni e se favorisca la solidarietà tra le generazioni.

Significa smettere di guardare alla famiglia soltanto come oggetto e destinataria di interventi di contrasto alla povertà e alla fragilità, per riconoscerla invece come soggetto generatore primario di capitale relazionale e sociale.

Significa convertire l’azione amministrativa a una vera sussidiarietà, così come sancito dall’articolo 118 della nostra Costituzione, riconoscendo la famiglia come un soggetto capace di produrre valore e meritevole di un sostegno che ne favorisca il protagonismo civico.

È anche attraverso questa strada che il nostro Paese può costruire una vera innovazione sociale.

L'importanza dell'incontro tra le generazioni

“Io sono perché noi siamo”

La famiglia è una risorsa educativa, sociale, economica e relazionale. È capitale umano e sociale.

Il compito di un’Amministrazione è anche quello di creare le condizioni affinché le famiglie possano svolgere attivamente e serenamente la loro funzione.

Come amo ripetere richiamando la filosofia africana dell’ubuntu, “io sono perché noi siamo”: la persona si realizza nella relazione, non nella solitudine.

È una prospettiva che ci aiuta a comprendere come sostenere le famiglie non significhi occuparsi soltanto di una parte della società, ma contribuire alla qualità e alla tenuta dell’intera comunità.

Festa di Comunità

Non solo un programma per la natalità, ma un progetto di comunità

L’auspicio è che il nuovo programma di Castelnuovo del Garda non sia soltanto un programma per la natalità.

Può diventare un vero progetto di comunità, se riuscirà a costruire un’alleanza capace di coinvolgere imprese, scuola, associazioni, realtà del territorio e, naturalmente, le stesse famiglie.

Perché le politiche familiari diventano realmente efficaci quando una comunità intera riconosce che sostenere le famiglie significa investire sul proprio futuro.

È proprio dalle famiglie che passa il futuro delle nostre comunità.

Adriano Bordignon riceve dal sindaco di Castelnuovo del Garda, Davide Sandrini, un ricordo del Convegno "Castelnuovo del Garda per la natalità" del 21 marzo 2026

4
September
2026

La famiglia protagonista del futuro

Dalle politiche per la natalità a un vero progetto di comunità: uno sguardo nuovo che riconosce nelle famiglie una risorsa educativa, sociale, economica e relazionale

Adriano Bordignon
Adriano Bordignon

🤝 Collaboratori

No items found.

📝 Descrizione del Progetto

Dall'intervento di Adriano Bordignon al Convegno "Castelnuovo del Garda per la natalità" del 21 marzo 2026

Una comunità che sceglie di guardare al futuro

Ringrazio il Comune di Castelnuovo del Garda per aver scelto di affrontare il tema della natalità e della famiglia con un approccio che non è emergenziale e settoriale, ma attraverso un programma fortemente orientato al futuro e alla sostenibilità sociale ed economica di questo territorio.

Ci incontriamo per confrontarci su come una comunità possa scegliere di diventare amica della famiglia e della natalità, per condividere esperienze già vissute e mettere le basi di nuovi progetti.

La famiglia, come ricordo spesso nei miei interventi pubblici, non può essere considerata soltanto quando si parla di servizi sociali ed emergenze. Non è un settore residuale della vita, ma una dimensione che attraversa il filo delle nostre storie personali e di comunità: il fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi componenti, come ci ricorda la stessa definizione delle Nazioni Unite.

Indossare gli “occhiali della famiglia”

La famiglia attraversa tutte le politiche pubbliche: la casa, l’urbanistica, la scuola, i trasporti, lo sport, la cultura, il lavoro, i servizi, l’organizzazione dei tempi.

È perciò fondamentale per un amministratore locale domandarsi, ogni volta che prende una decisione: quale effetto avrà questa scelta sulla vita concreta delle famiglie? Come agire affinché le decisioni amministrative non vadano a detrimento delle comunità familiari, ma rappresentino un’opportunità per le famiglie e per chi progetta di formarne una?

È quello che amo definire “indossare gli occhiali della famiglia”: assumere uno sguardo capace di leggere ogni scelta pubblica anche attraverso le sue conseguenze sulla vita familiare.

La Famiglia "progetto di Vita"

La denatalità è anche una questione di libertà

Sappiamo come la questione della natalità sia diventata ormai un’emergenza e come, nello stesso tempo, le contromisure messe in campo assumano spesso la fisionomia di azioni spot, prive delle necessarie caratteristiche di universalità, strutturalità e generosità.

Gli studi e l’osservazione della realtà ci dicono che quanto si sta facendo non è sufficiente. I dati Istat parlano di un continuo calo delle nascite e di un numero medio di figli per donna sceso ai minimi storici.

È necessaria una visione integrale, olistica si potrebbe dire, perché lo squilibrio demografico non può essere ridotto al numero delle culle vuote, né liquidato come una semplice questione di risorse economiche.

È, prima ancora, una questione di libertà: delle coppie che vorrebbero un figlio e non possono permetterselo, delle donne ancora costrette troppo spesso a scegliere tra maternità e carriera, dei giovani precari nel lavoro come nella vita.

Non è più rinviabile l’urgenza di offrire risposte concrete a un desiderio di generatività che resta potenzialmente alto, ma che viene continuamente mortificato quando deve fare i conti con l’organizzazione del lavoro, i costi della vita e la carenza dei servizi di supporto.

Non bastano i bonus: serve un ecosistema favorevole alla famiglia

Dietro la scelta di mettere al mondo un figlio si sviluppa un progetto di vita che ha bisogno di fiducia, sicurezza, servizi, una casa e un lavoro. Ma ha bisogno anche della consapevolezza di vivere dentro una comunità che non lascia sole le famiglie, non soltanto nelle situazioni di criticità, ma anche nel quotidiano, nella routine di ogni giorno.

Per questo non bastano i bonus, nonostante possano essere strumenti utili per affrontare momenti di difficoltà. Servono soprattutto riforme strutturali, capaci di durare oltre la legislatura che le ha introdotte.

Gli incentivi possono aiutare, ma ciò che occorre è soprattutto costruire un ambiente favorevole alla famiglia destinato a durare nel tempo: quello che nel mio libro Rivoluzione famiglia chiamo ecosistema.

Un insieme di quadri relazionali, sociali ed economici in cui ogni elemento – il terreno della fiducia, il clima delle politiche pubbliche, la luce del senso condiviso – concorre a far fiorire o ad appassire la vita di un nucleo familiare.

Rivoluzione famiglia, l'ultimo libro di Adriano Bordignon

Il valore della strada intrapresa da Castelnuovo

Ed è qui, a mio avviso, che sta il valore dell’esperienza che Castelnuovo del Garda sta avviando.

La famiglia è un sistema relazionale, economico e organizzativo e ha bisogno di misure stabili e strutturate che ne favoriscano il vero e pieno protagonismo.

L’Amministrazione comunale ha ideato non una misura isolata, ma un programma pluriennale; non un’iniziativa affidata a un singolo assessorato, ma un percorso che coinvolge l’intera macchina comunale e la comunità.

Non un semplice trasferimento economico, dunque, ma servizi capaci di accompagnare le famiglie nelle diverse fasi della vita, il riconoscimento della loro soggettività e un investimento stabile e sussidiario che ne sostenga le potenzialità.

Dalla famiglia destinataria alla famiglia protagonista

Si tratta di un cambio di prospettiva rispetto a quanto spesso osserviamo nelle amministrazioni locali.

Indossare gli “occhiali della famiglia” significa adottare uno sguardo generativo e relazionale su ogni ambito – economia, urbanistica, scuola, politica – chiedendosi, prima di ogni scelta pubblica, se essa rafforzi o indebolisca le relazioni e se favorisca la solidarietà tra le generazioni.

Significa smettere di guardare alla famiglia soltanto come oggetto e destinataria di interventi di contrasto alla povertà e alla fragilità, per riconoscerla invece come soggetto generatore primario di capitale relazionale e sociale.

Significa convertire l’azione amministrativa a una vera sussidiarietà, così come sancito dall’articolo 118 della nostra Costituzione, riconoscendo la famiglia come un soggetto capace di produrre valore e meritevole di un sostegno che ne favorisca il protagonismo civico.

È anche attraverso questa strada che il nostro Paese può costruire una vera innovazione sociale.

L'importanza dell'incontro tra le generazioni

“Io sono perché noi siamo”

La famiglia è una risorsa educativa, sociale, economica e relazionale. È capitale umano e sociale.

Il compito di un’Amministrazione è anche quello di creare le condizioni affinché le famiglie possano svolgere attivamente e serenamente la loro funzione.

Come amo ripetere richiamando la filosofia africana dell’ubuntu, “io sono perché noi siamo”: la persona si realizza nella relazione, non nella solitudine.

È una prospettiva che ci aiuta a comprendere come sostenere le famiglie non significhi occuparsi soltanto di una parte della società, ma contribuire alla qualità e alla tenuta dell’intera comunità.

Festa di Comunità

Non solo un programma per la natalità, ma un progetto di comunità

L’auspicio è che il nuovo programma di Castelnuovo del Garda non sia soltanto un programma per la natalità.

Può diventare un vero progetto di comunità, se riuscirà a costruire un’alleanza capace di coinvolgere imprese, scuola, associazioni, realtà del territorio e, naturalmente, le stesse famiglie.

Perché le politiche familiari diventano realmente efficaci quando una comunità intera riconosce che sostenere le famiglie significa investire sul proprio futuro.

È proprio dalle famiglie che passa il futuro delle nostre comunità.

Adriano Bordignon riceve dal sindaco di Castelnuovo del Garda, Davide Sandrini, un ricordo del Convegno "Castelnuovo del Garda per la natalità" del 21 marzo 2026

Documenti di riferimento

Potrebbe Interessarti