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4
October
2026

Meina in Rete con le “Comunità per il Bene Comune”

Dalla famiglia ai giovani, dalla fragilità agli anziani: l’esperienza di un piccolo Comune che mette la persona al centro e sceglie il confronto con altri territori per costruire politiche di Comunità.

Gian Carlo Blangiardo
Gian Carlo Blangiardo
Paolo Cumbo
Paolo Cumbo
Noris Borroni
Noris Borroni
Nota della Redazione
La partecipazione di Meina alla nascente “Rete delle Comunità per il Bene Comune” rappresenta per Casa dei Cittadini anche il ritrovarsi, dopo molti anni, lungo un percorso comune.
Il sindaco Gian Carlo Blangiardo, oggi professore emerito di Statistica all’Università di Milano-Bicocca e già presidente dell’ISTAT dal 2019 al 2023, ha infatti incrociato più volte il cammino di Castelnuovo del Garda sui temi della famiglia e delle politiche familiari.
Già nel 1996 e 1997 fu docente al Master in Politiche Familiari organizzato dall’Università Lateranense, al quale parteciparono anche persone che avrebbero successivamente contribuito all’esperienza amministrativa di Castelnuovo. Molti anni dopo, nel 2013-2014, Blangiardo tornò a Castelnuovo come docente del Master dedicato alle Politiche Familiari per giovani coppie.
Oggi quelle strade tornano a incontrarsi attorno a una nuova idea: mettere in relazione Comuni ed esperienze diverse per condividere conoscenze, buone pratiche e strumenti capaci di costruire Comunità più attente alle famiglie, alle persone e al futuro.

Dalla Casa dei Cittadini a una rete di Comunità

Già il progetto e l’esperienza di una “Casa dei Cittadini” richiamano alla mente la visione di un gruppo di persone – una famiglia o, se si preferisce, una comunità – che, oltre a condividere lo stesso spazio fisico, sono chiamate ad affrontare i problemi del vivere quotidiano e a investire nella costruzione del futuro, operando le proprie scelte e interagendo con gli “altri” alla costante ricerca del Bene Comune.

Se poi il progetto si allarga e produce una rete di Case, tutte accomunate dagli stessi valori e dai medesimi obiettivi, allora la visione si amplia fino a far nascere idealmente un villaggio, nel quale il sistema di relazioni e lo scambio di esperienze e conoscenze diventano strumenti attraverso cui accrescere la qualità della vita di tutti i cittadini che ne fanno parte.

La storia di Castelnuovo del Garda e i risultati raggiunti nel corso degli anni hanno mostrato quanto sia stato importante definire con chiarezza obiettivi orientati al Bene Comune e quanto sia stato altrettanto rilevante predisporre, in quella direzione, strumenti normativi e procedurali, insieme alla formazione delle persone chiamate a operare.

Si tratta dunque di fare tesoro delle esperienze maturate, mettendole a disposizione di altre Comunità interessate a intraprendere percorsi analoghi, naturalmente adattandole alle caratteristiche e alle esigenze dei diversi territori.

Il Municipio di Meina

Condividere esperienze, idee e buone pratiche

La costituzione di una “Rete delle Comunità per il Bene Comune” può rappresentare, in questa prospettiva, una valida e importante iniziativa.

Per restare vicini ai cittadini e rispondere ai loro bisogni servono risorse, ma servono anche idee e buone pratiche. Può quindi essere molto utile conoscere e valutare interventi che hanno già avuto modo di manifestare i loro effetti, sia in termini di efficacia sia facendo emergere eventuali criticità.

Valorizzare le esperienze di Castelnuovo del Garda, così come quelle di altri Comuni che possono mettere a disposizione iniziative significative e replicabili, è una strada che merita di essere percorsa. La presenza di una Rete può favorire proprio questa opera capillare di conoscenza, confronto e diffusione delle esperienze.

La famiglia al centro delle politiche di Comunità

I temi che caratterizzano un’Amministrazione che vede nel Bene Comune il fine ultimo delle proprie scelte non possono oggi prescindere dal mettere al centro il benessere della famiglia e dei suoi membri.

Viviamo tempi in cui, pur riconoscendo l’irrinunciabile ruolo dei nuclei familiari nella produzione e nella formazione del capitale umano che garantisce il futuro, abbiamo dato crescente credito a un sistema che, nel nome del principio di autodeterminazione e libera scelta, ha prodotto un generale appiattimento nel riconoscimento della funzione sociale svolta dalle diverse forme familiari.

Oggi, infatti, il contributo offerto alla Comunità mettendo al mondo dei figli non trova ancora quegli elementi di supporto e di gratificazione capaci di compensare adeguatamente i “disagi delle tre C”: costo, cura e conciliazione lavorativa, che accompagnano l’essere e il diventare genitori.

Non sorprende dunque il forte calo della natalità registrato negli ultimi anni a livello nazionale. Esistono tuttavia contesti nei quali specifiche politiche locali hanno cercato di introdurre elementi di contrasto e Castelnuovo del Garda ne rappresenta, per noi, un esempio significativo.

Gli ambiti di intervento sono molteplici: si tratta di accompagnare e sostenere i processi di formazione e sviluppo delle unità familiari nelle diverse fasi del ciclo di vita, dall’inizio dell’unione di coppia alla fase caratterizzata dall’arrivo e dalla presenza dei figli, fino all’età anziana.

Pittoresco litorale del Lago Maggiore

Casa e giovani coppie: creare le condizioni per costruire il futuro

La casa è indubbiamente un fattore chiave nel condizionare i percorsi familiari.

Siamo consapevoli che gli strumenti attraverso i quali un’Amministrazione comunale può intervenire sono spesso limitati, soprattutto quando non vi siano abbondanti spazi edificabili o riconvertibili.

Ciò non toglie che proprio attraverso gli scambi all’interno della Rete la condivisione di iniziative capaci di rendere il bene casa più accessibile alle giovani coppie possa rappresentare un contributo importante.

Conoscere ciò che altri Comuni stanno sperimentando può aiutare ogni Amministrazione a individuare strumenti compatibili con le caratteristiche e le possibilità del proprio territorio.

Bambini e ragazzi: educazione, servizi e socialità

C’è poi l’universo infantile e giovanile, che merita grande attenzione sia sul fronte dei compiti educativi sia rispetto alla legittima aspirazione allo svago, allo sport e al divertimento.

Innanzitutto la scuola rappresenta l’ambito nel quale si possono realizzare importanti interventi di formazione ai valori e alla conoscenza. Qui l’Amministrazione non deve soltanto mettere a disposizione strutture adeguate e strumenti adatti, ma può anche sostenere il personale nei progetti educativi e fornire alle famiglie gli aiuti necessari per consentire il pieno svolgimento degli obblighi scolastici e favorire ulteriori opportunità formative.

Riguardo alla prima infanzia occorre fare in modo che l’offerta comunale, o quella a essa equiparabile, possa risultare accessibile e capace di favorire una cura attenta dei bambini e, nello stesso tempo, la conciliazione degli impegni familiari e lavorativi.

Nelle età adolescenziali e giovanili, il ruolo di un’Amministrazione orientata al Bene Comune è anche quello di offrire spazi – eventualmente collaborando con altre istituzioni, come le parrocchie e le associazioni – nei quali svolgere attività sportive, ricreative e di socializzazione, promuovendo i valori del rispetto, dell’amicizia e della collaborazione.

Il Gonfalone del Comune di Meina

Non lasciare sole le famiglie più fragili

Un altro ambito al quale una Rete di Comuni deve prestare grande attenzione è quello della fragilità familiare e del disagio derivante dalle difficoltà economiche o da forme di esclusione che possono avere pesanti ripercussioni sui soggetti più esposti e fragili, a partire dai figli.

Per dare risposte adeguate è necessario attivare forme di solidarietà sia attraverso gruppi di volontariato, ai quali l’Amministrazione può fornire supporto, sia collaborando con le realtà del privato sociale già operanti sul territorio.

Anche in questo campo la conoscenza delle esperienze realizzate altrove può aiutare i piccoli Comuni a trovare nuove modalità di intervento e collaborazione.

Anziani e relazioni tra generazioni

Un ulteriore settore nel quale l’azione del Comune è fondamentale è quello che interessa il mondo dei “diversamente giovani”.

Come è noto, la popolazione anziana è in continua crescita e, al suo interno, aumenterà progressivamente la presenza delle persone nelle età più avanzate.

Al di là delle indispensabili iniziative di supporto sul piano sociosanitario, per evitare uno scadimento della qualità della vita della componente anziana della popolazione l’Amministrazione comunale deve attivarsi, anche valorizzando le esperienze degli altri Comuni della Rete, affinché non si manifestino gravi forme di solitudine ed esclusione.

Occorre individuare spazi e attività accessibili, coinvolgendo quando possibile anche i familiari, e lavorare per favorire un clima costruttivo di vicinanza e solidarietà intergenerazionale.

Villa Faraggiana

Meina oggi: dalla visione alle azioni concrete

Se guardiamo a quanto si sta facendo oggi nel Comune di Meina per avvicinarsi agli obiettivi descritti, emerge naturalmente una realtà ancora in costruzione.

C’è molto da fare, ma negli ultimi anni abbiamo cercato di riportare al centro dell’azione amministrativa l’attenzione verso il benessere delle persone, intervenendo in diversi ambiti della vita della Comunità.

Sul fronte della sanità è stato innanzitutto creato, attraverso la riconversione di locali sottoutilizzati della biblioteca civica, il “Polo della Salute”, con la presenza continuativa di alcuni medici di famiglia.

Nello stesso spazio sono stati inseriti un centro prelievi e servizi di prima assistenza infermieristica; è stato inoltre attivato, in accordo con la farmacia locale, un sistema di distribuzione dei medicinali a domicilio.

Dalla prima infanzia ai giovani: aiutare le famiglie nella quotidianità

Sul fronte dell’infanzia e dell’adolescenza siamo intervenuti per sostenere le famiglie, in particolare quelle maggiormente in difficoltà, rispetto ad alcuni costi legati alla cura, alla formazione e alle attività ricreative.

Tra gli interventi figurano i rimborsi per l’asilo nido, il sostegno ai costi della mensa e ad altri oneri scolastici, i centri estivi, le attività in piscina e alcune esperienze nautiche realizzate presso la locale sezione della Lega Navale.

In tutte queste attività si è cercato di prestare la massima attenzione alla piena inclusione dei ragazzi, evitando forme di discriminazione legate alla provenienza, alla cittadinanza o alla disabilità.

A testimonianza della vicinanza alle famiglie con bambini è stato inoltre realizzato, all’interno di una struttura comunale attrezzata, un centro di ritrovo nel quale i genitori con figli piccoli possono incontrarsi e socializzare, lasciando nel frattempo i bambini giocare in sicurezza.

Dipinto di Eleuterio Pagliano posto sil soffitto della Sala Consigliare

Spazi di incontro, inclusione e partecipazione

Anche per la componente anziana è da tempo attivo un centro di incontro, gestito con il supporto del Comune, che organizza feste, gite e diverse forme di intrattenimento e socializzazione.

Un ulteriore progetto combina invece socialità e attenzione all’inclusione. È in via di inaugurazione una struttura di ristoro, realizzata attraverso il recupero dello storico “Ex Circolo Operaio”, nella quale saranno messi a disposizione dei cittadini spazi e servizi di ristorazione.

Nel progetto è previsto anche l’impiego, tra gli altri, di persone con disabilità adeguatamente formate: uno spazio pensato come piacevole luogo di incontro nel quale stare insieme e costruire relazioni.

Meina in Rete: condividere per crescere insieme

Quello descritto è soltanto un elenco schematico e necessariamente selettivo di piccoli interventi con obiettivi specifici, accomunati però dalla volontà dell’Amministrazione di operare nell’interesse e per il benessere delle persone.

Proprio per questo riteniamo che lo scambio di esperienze all’interno di una Rete delle Comunità per il Bene Comune, nella quale problematiche, successi e criticità dei piccoli Comuni possano essere condivisi, rappresenti un’opportunità importante.

Nessun territorio possiede da solo tutte le risposte. Conoscere ciò che altri stanno facendo, condividere ciò che ha funzionato e anche ciò che ha incontrato difficoltà può aiutare ogni Comunità a migliorare le proprie politiche.

È attraverso questa contaminazione virtuosa – mettendo in comune idee, esperienze e buone pratiche – che anche i piccoli Comuni possono contribuire a costruire Comunità più attente alle famiglie, alle nuove generazioni, alle persone fragili e agli anziani.

In definitiva, Comunità capaci di costruire insieme il proprio futuro.

Milano - Conferenza Nazionale della Famiglia 8-10 novembre 2010 - Da sinistra: Pietro Boffi (CISF), Giovanna Rossi (UniCatt. di Milano), Giovanni Peretti (Vicesindaco di Castelnuovo), Gian Carlo Blangiago (UniMI Bicocca), Maurizio Bernardi (Sindaco di Castelnuovo)

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Meina in Rete con le “Comunità per il Bene Comune”

Dalla famiglia ai giovani, dalla fragilità agli anziani: l’esperienza di un piccolo Comune che mette la persona al centro e sceglie il confronto con altri territori per costruire politiche di Comunità.

Gian Carlo Blangiardo
Gian Carlo Blangiardo
Paolo Cumbo
Paolo Cumbo
Noris Borroni
Noris Borroni

🤝 Collaboratori

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📝 Descrizione del Progetto

Nota della Redazione
La partecipazione di Meina alla nascente “Rete delle Comunità per il Bene Comune” rappresenta per Casa dei Cittadini anche il ritrovarsi, dopo molti anni, lungo un percorso comune.
Il sindaco Gian Carlo Blangiardo, oggi professore emerito di Statistica all’Università di Milano-Bicocca e già presidente dell’ISTAT dal 2019 al 2023, ha infatti incrociato più volte il cammino di Castelnuovo del Garda sui temi della famiglia e delle politiche familiari.
Già nel 1996 e 1997 fu docente al Master in Politiche Familiari organizzato dall’Università Lateranense, al quale parteciparono anche persone che avrebbero successivamente contribuito all’esperienza amministrativa di Castelnuovo. Molti anni dopo, nel 2013-2014, Blangiardo tornò a Castelnuovo come docente del Master dedicato alle Politiche Familiari per giovani coppie.
Oggi quelle strade tornano a incontrarsi attorno a una nuova idea: mettere in relazione Comuni ed esperienze diverse per condividere conoscenze, buone pratiche e strumenti capaci di costruire Comunità più attente alle famiglie, alle persone e al futuro.

Dalla Casa dei Cittadini a una rete di Comunità

Già il progetto e l’esperienza di una “Casa dei Cittadini” richiamano alla mente la visione di un gruppo di persone – una famiglia o, se si preferisce, una comunità – che, oltre a condividere lo stesso spazio fisico, sono chiamate ad affrontare i problemi del vivere quotidiano e a investire nella costruzione del futuro, operando le proprie scelte e interagendo con gli “altri” alla costante ricerca del Bene Comune.

Se poi il progetto si allarga e produce una rete di Case, tutte accomunate dagli stessi valori e dai medesimi obiettivi, allora la visione si amplia fino a far nascere idealmente un villaggio, nel quale il sistema di relazioni e lo scambio di esperienze e conoscenze diventano strumenti attraverso cui accrescere la qualità della vita di tutti i cittadini che ne fanno parte.

La storia di Castelnuovo del Garda e i risultati raggiunti nel corso degli anni hanno mostrato quanto sia stato importante definire con chiarezza obiettivi orientati al Bene Comune e quanto sia stato altrettanto rilevante predisporre, in quella direzione, strumenti normativi e procedurali, insieme alla formazione delle persone chiamate a operare.

Si tratta dunque di fare tesoro delle esperienze maturate, mettendole a disposizione di altre Comunità interessate a intraprendere percorsi analoghi, naturalmente adattandole alle caratteristiche e alle esigenze dei diversi territori.

Il Municipio di Meina

Condividere esperienze, idee e buone pratiche

La costituzione di una “Rete delle Comunità per il Bene Comune” può rappresentare, in questa prospettiva, una valida e importante iniziativa.

Per restare vicini ai cittadini e rispondere ai loro bisogni servono risorse, ma servono anche idee e buone pratiche. Può quindi essere molto utile conoscere e valutare interventi che hanno già avuto modo di manifestare i loro effetti, sia in termini di efficacia sia facendo emergere eventuali criticità.

Valorizzare le esperienze di Castelnuovo del Garda, così come quelle di altri Comuni che possono mettere a disposizione iniziative significative e replicabili, è una strada che merita di essere percorsa. La presenza di una Rete può favorire proprio questa opera capillare di conoscenza, confronto e diffusione delle esperienze.

La famiglia al centro delle politiche di Comunità

I temi che caratterizzano un’Amministrazione che vede nel Bene Comune il fine ultimo delle proprie scelte non possono oggi prescindere dal mettere al centro il benessere della famiglia e dei suoi membri.

Viviamo tempi in cui, pur riconoscendo l’irrinunciabile ruolo dei nuclei familiari nella produzione e nella formazione del capitale umano che garantisce il futuro, abbiamo dato crescente credito a un sistema che, nel nome del principio di autodeterminazione e libera scelta, ha prodotto un generale appiattimento nel riconoscimento della funzione sociale svolta dalle diverse forme familiari.

Oggi, infatti, il contributo offerto alla Comunità mettendo al mondo dei figli non trova ancora quegli elementi di supporto e di gratificazione capaci di compensare adeguatamente i “disagi delle tre C”: costo, cura e conciliazione lavorativa, che accompagnano l’essere e il diventare genitori.

Non sorprende dunque il forte calo della natalità registrato negli ultimi anni a livello nazionale. Esistono tuttavia contesti nei quali specifiche politiche locali hanno cercato di introdurre elementi di contrasto e Castelnuovo del Garda ne rappresenta, per noi, un esempio significativo.

Gli ambiti di intervento sono molteplici: si tratta di accompagnare e sostenere i processi di formazione e sviluppo delle unità familiari nelle diverse fasi del ciclo di vita, dall’inizio dell’unione di coppia alla fase caratterizzata dall’arrivo e dalla presenza dei figli, fino all’età anziana.

Pittoresco litorale del Lago Maggiore

Casa e giovani coppie: creare le condizioni per costruire il futuro

La casa è indubbiamente un fattore chiave nel condizionare i percorsi familiari.

Siamo consapevoli che gli strumenti attraverso i quali un’Amministrazione comunale può intervenire sono spesso limitati, soprattutto quando non vi siano abbondanti spazi edificabili o riconvertibili.

Ciò non toglie che proprio attraverso gli scambi all’interno della Rete la condivisione di iniziative capaci di rendere il bene casa più accessibile alle giovani coppie possa rappresentare un contributo importante.

Conoscere ciò che altri Comuni stanno sperimentando può aiutare ogni Amministrazione a individuare strumenti compatibili con le caratteristiche e le possibilità del proprio territorio.

Bambini e ragazzi: educazione, servizi e socialità

C’è poi l’universo infantile e giovanile, che merita grande attenzione sia sul fronte dei compiti educativi sia rispetto alla legittima aspirazione allo svago, allo sport e al divertimento.

Innanzitutto la scuola rappresenta l’ambito nel quale si possono realizzare importanti interventi di formazione ai valori e alla conoscenza. Qui l’Amministrazione non deve soltanto mettere a disposizione strutture adeguate e strumenti adatti, ma può anche sostenere il personale nei progetti educativi e fornire alle famiglie gli aiuti necessari per consentire il pieno svolgimento degli obblighi scolastici e favorire ulteriori opportunità formative.

Riguardo alla prima infanzia occorre fare in modo che l’offerta comunale, o quella a essa equiparabile, possa risultare accessibile e capace di favorire una cura attenta dei bambini e, nello stesso tempo, la conciliazione degli impegni familiari e lavorativi.

Nelle età adolescenziali e giovanili, il ruolo di un’Amministrazione orientata al Bene Comune è anche quello di offrire spazi – eventualmente collaborando con altre istituzioni, come le parrocchie e le associazioni – nei quali svolgere attività sportive, ricreative e di socializzazione, promuovendo i valori del rispetto, dell’amicizia e della collaborazione.

Il Gonfalone del Comune di Meina

Non lasciare sole le famiglie più fragili

Un altro ambito al quale una Rete di Comuni deve prestare grande attenzione è quello della fragilità familiare e del disagio derivante dalle difficoltà economiche o da forme di esclusione che possono avere pesanti ripercussioni sui soggetti più esposti e fragili, a partire dai figli.

Per dare risposte adeguate è necessario attivare forme di solidarietà sia attraverso gruppi di volontariato, ai quali l’Amministrazione può fornire supporto, sia collaborando con le realtà del privato sociale già operanti sul territorio.

Anche in questo campo la conoscenza delle esperienze realizzate altrove può aiutare i piccoli Comuni a trovare nuove modalità di intervento e collaborazione.

Anziani e relazioni tra generazioni

Un ulteriore settore nel quale l’azione del Comune è fondamentale è quello che interessa il mondo dei “diversamente giovani”.

Come è noto, la popolazione anziana è in continua crescita e, al suo interno, aumenterà progressivamente la presenza delle persone nelle età più avanzate.

Al di là delle indispensabili iniziative di supporto sul piano sociosanitario, per evitare uno scadimento della qualità della vita della componente anziana della popolazione l’Amministrazione comunale deve attivarsi, anche valorizzando le esperienze degli altri Comuni della Rete, affinché non si manifestino gravi forme di solitudine ed esclusione.

Occorre individuare spazi e attività accessibili, coinvolgendo quando possibile anche i familiari, e lavorare per favorire un clima costruttivo di vicinanza e solidarietà intergenerazionale.

Villa Faraggiana

Meina oggi: dalla visione alle azioni concrete

Se guardiamo a quanto si sta facendo oggi nel Comune di Meina per avvicinarsi agli obiettivi descritti, emerge naturalmente una realtà ancora in costruzione.

C’è molto da fare, ma negli ultimi anni abbiamo cercato di riportare al centro dell’azione amministrativa l’attenzione verso il benessere delle persone, intervenendo in diversi ambiti della vita della Comunità.

Sul fronte della sanità è stato innanzitutto creato, attraverso la riconversione di locali sottoutilizzati della biblioteca civica, il “Polo della Salute”, con la presenza continuativa di alcuni medici di famiglia.

Nello stesso spazio sono stati inseriti un centro prelievi e servizi di prima assistenza infermieristica; è stato inoltre attivato, in accordo con la farmacia locale, un sistema di distribuzione dei medicinali a domicilio.

Dalla prima infanzia ai giovani: aiutare le famiglie nella quotidianità

Sul fronte dell’infanzia e dell’adolescenza siamo intervenuti per sostenere le famiglie, in particolare quelle maggiormente in difficoltà, rispetto ad alcuni costi legati alla cura, alla formazione e alle attività ricreative.

Tra gli interventi figurano i rimborsi per l’asilo nido, il sostegno ai costi della mensa e ad altri oneri scolastici, i centri estivi, le attività in piscina e alcune esperienze nautiche realizzate presso la locale sezione della Lega Navale.

In tutte queste attività si è cercato di prestare la massima attenzione alla piena inclusione dei ragazzi, evitando forme di discriminazione legate alla provenienza, alla cittadinanza o alla disabilità.

A testimonianza della vicinanza alle famiglie con bambini è stato inoltre realizzato, all’interno di una struttura comunale attrezzata, un centro di ritrovo nel quale i genitori con figli piccoli possono incontrarsi e socializzare, lasciando nel frattempo i bambini giocare in sicurezza.

Dipinto di Eleuterio Pagliano posto sil soffitto della Sala Consigliare

Spazi di incontro, inclusione e partecipazione

Anche per la componente anziana è da tempo attivo un centro di incontro, gestito con il supporto del Comune, che organizza feste, gite e diverse forme di intrattenimento e socializzazione.

Un ulteriore progetto combina invece socialità e attenzione all’inclusione. È in via di inaugurazione una struttura di ristoro, realizzata attraverso il recupero dello storico “Ex Circolo Operaio”, nella quale saranno messi a disposizione dei cittadini spazi e servizi di ristorazione.

Nel progetto è previsto anche l’impiego, tra gli altri, di persone con disabilità adeguatamente formate: uno spazio pensato come piacevole luogo di incontro nel quale stare insieme e costruire relazioni.

Meina in Rete: condividere per crescere insieme

Quello descritto è soltanto un elenco schematico e necessariamente selettivo di piccoli interventi con obiettivi specifici, accomunati però dalla volontà dell’Amministrazione di operare nell’interesse e per il benessere delle persone.

Proprio per questo riteniamo che lo scambio di esperienze all’interno di una Rete delle Comunità per il Bene Comune, nella quale problematiche, successi e criticità dei piccoli Comuni possano essere condivisi, rappresenti un’opportunità importante.

Nessun territorio possiede da solo tutte le risposte. Conoscere ciò che altri stanno facendo, condividere ciò che ha funzionato e anche ciò che ha incontrato difficoltà può aiutare ogni Comunità a migliorare le proprie politiche.

È attraverso questa contaminazione virtuosa – mettendo in comune idee, esperienze e buone pratiche – che anche i piccoli Comuni possono contribuire a costruire Comunità più attente alle famiglie, alle nuove generazioni, alle persone fragili e agli anziani.

In definitiva, Comunità capaci di costruire insieme il proprio futuro.

Milano - Conferenza Nazionale della Famiglia 8-10 novembre 2010 - Da sinistra: Pietro Boffi (CISF), Giovanna Rossi (UniCatt. di Milano), Giovanni Peretti (Vicesindaco di Castelnuovo), Gian Carlo Blangiago (UniMI Bicocca), Maurizio Bernardi (Sindaco di Castelnuovo)

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