Fanti di Castelnuovo: una storia di passione, memoria e servizio
Il presidente Massimo Pintore racconta la sezione dedicata al cavaliere Franco Zamboni: oltre sessant’anni di vita associativa, ottanta soci e un legame con la comunità che si rinnova attraverso la partecipazione e l’amicizia
L'immagine di copertina riporta un momento della sfilata dei Fanti (Foto Zeno focus 25)
Ci sono esperienze che lasciano un segno e continuano ad accompagnare una persona anche molti anni dopo. Per Massimo Pintore, presidente della sezione Fanti di Castelnuovo del Garda, il servizio militare è una di queste: un periodo impegnativo, dal quale sono nati legami e un senso di appartenenza che oggi trovano espressione nell’associazione.
Lo abbiamo incontrato per conoscere la storia della sezione, le sue attività e le motivazioni di chi continua a dedicarle tempo ed energie.
Caro Presidente, cominciamo dalla Fanteria: che cosa rappresenta e quali sono le sue caratteristiche?
La Fanteria, tradizionalmente chiamata la “regina delle battaglie”, è una delle componenti fondamentali dell’Esercito Italiano. La sua storia è legata alla capacità di operare in ambienti diversi e di affrontare compiti che richiedono preparazione, adattamento e spirito di squadra.
Nel tempo si è articolata in diverse specialità, tra cui Granatieri, Bersaglieri, Alpini, Paracadutisti, Lagunari e Carristi. Accanto a queste, una componente importante è costituita dalla Fanteria meccanizzata.
La festa dell’Arma si celebra il 24 maggio, in ricordo dell’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Ma nella sua storia ci sono anche gli interventi in aiuto alla popolazione colpita dalle calamità naturali: un servizio al Paese che sentiamo vicino ai valori della nostra associazione.

Come nasce la sezione di Castelnuovo del Garda?
La nostra sezione è stata costituita nel 1960 dal cavaliere Franco Zamboni, fondatore e presidente onorario, recentemente scomparso. A lui abbiamo voluto intitolarla, come segno di riconoscenza per ciò che ha costruito e ci ha trasmesso.
Nel 2025 abbiamo festeggiato il sessantacinquesimo anniversario della fondazione: un traguardo che racconta una presenza duratura nella vita di Castelnuovo e l’impegno di tante persone che, nel corso degli anni, hanno tenuto viva l’associazione.
Oggi siamo ottanta soci, tra Fanti, patronesse e amici dei Fanti. Presiedo la sezione da quattro anni e con me lavora un direttivo composto da nove Fanti. Siamo un gruppo molto unito: condividiamo le responsabilità, ci aiutiamo e cerchiamo di affrontare ogni impegno con serietà ed entusiasmo.
Qual è il vostro rapporto con la comunità?
Partecipiamo con continuità alle cerimonie e alle manifestazioni comunali. In alcune occasioni svolgo anche il ruolo di cerimoniere, mettendo a disposizione l’esperienza maturata come ufficiale.
Per noi esserci significa testimoniare un legame con il paese, con la sua storia e con le persone che lo abitano. La memoria ha bisogno di essere custodita e trasmessa, ma anche accompagnata da rapporti di amicizia e dalla disponibilità a collaborare.
La sezione fa riferimento alla Federazione provinciale di Verona, che mantiene il collegamento con l’Associazione Nazionale del Fante. Cerchiamo di partecipare anche agli appuntamenti provinciali e nazionali, portando la nostra bandiera e una delegazione.
A questo proposito voglio ricordare il nostro alfiere, Luigi Turrini: ha “solo” ottant’anni ed è sempre presente! La sua costanza è un bell’esempio di quanto si possa voler bene all’associazione.

Negli anni avete assunto anche importanti impegni organizzativi. Quali ricordate con maggiore soddisfazione?
Abbiamo ospitato e organizzato a Castelnuovo appuntamenti significativi per la Federazione provinciale, tra cui la Festa della Pace e le celebrazioni per il centenario della Federazione.
Un ricordo particolarmente bello è la partecipazione al raduno nazionale dei Fanti a Trieste, per il quale abbiamo curato l’organizzazione della trasferta della Federazione veronese.
Con noi c’era anche la Banda Cittadina di Castelnuovo, che ha aperto la sfilata del nostro gruppo. Io comandavo lo schieramento della Federazione: ricevere i complimenti delle autorità è stata una soddisfazione condivisa con tutti i partecipanti.
Sono esperienze che richiedono lavoro e responsabilità, ma che rafforzano l’amicizia e il senso di appartenenza. Siamo orgogliosi della fiducia che ci è stata accordata e cerchiamo ogni volta di esserne all’altezza.
Quali valori tengono insieme la vostra associazione?
L’Associazione Nazionale del Fante è apolitica, apartitica e senza fini di lucro, con finalità patriottiche, morali e culturali.
Al centro ci sono l’amore per il Paese, la memoria dei caduti e la custodia della storia dell’Arma. Altrettanto importanti sono la fratellanza e la solidarietà tra i Fanti in servizio e in congedo, l’assistenza ai soci e la collaborazione con le altre associazioni d’arma.
Questi valori trovano espressione anche nella promozione e nella partecipazione ad attività di volontariato con finalità assistenziali, sociali, culturali, sportive e umanitarie.
La vita associativa permette di mantenere vivi legami nati durante il servizio e di costruirne di nuovi, mettendo a disposizione tempo, esperienza e disponibilità.

Il tuo impegno si estende anche oltre la sezione. Di che cosa ti occupi?
Oltre a essere presidente a Castelnuovo, sono consigliere provinciale, insieme a Maurizio Vedovi, primo capitano di Fanteria e componente del nostro direttivo.
Sono inoltre consigliere nazionale. Tra le persone impegnate a livello nazionale c’è anche il tenente Massimo Loda, che ricopre l’incarico di sindaco revisore dei conti.
Un passaggio importante è il trasferimento della sede nazionale da Milano a Verona. Inoltre, insieme ad alcuni miei ex colleghi, sono riuscito a costituire la sezione Fanti Verona Centro. Per queste due realtà è prevista un’inaugurazione al Circolo Ufficiali di Castelvecchio.
Tra gli obiettivi che ci poniamo ci sono la diffusione dei nostri valori e la crescita della partecipazione associativa. Un altro progetto al quale teniamo molto è portare a Verona, nei prossimi anni, il raduno nazionale dei Fanti.

Da dove nasce una passione così forte?
Dico sempre che la Fanteria ce l’ho nel sangue!
Nel 1985 ho frequentato il 118° corso Allievi Ufficiali di Complemento alla Scuola di Fanteria di Cesano, vicino a Roma. Ricordo un freddo intenso e condizioni difficili, anche per la mancanza di riscaldamento e acqua calda.
Il corso durò sei mesi e fu molto impegnativo: preparazione fisica, studio delle materie militari, prove attitudinali e adattamento alla vita di reparto. Un’esperienza che richiedeva costanza e capacità di affrontare la fatica.
Concluso il corso, con il grado di sottotenente fui assegnato all’85° Battaglione Fanteria meccanizzata “Verona”, a Montorio Veronese, nella compagnia mortai pesanti da 120 millimetri.
Era un reparto operativo, impegnato in numerose esercitazioni e attività addestrative. Partecipai a otto scuole di tiro a Capo Teulada, in Sardegna: attività complesse, nelle quali precisione, preparazione e responsabilità erano fondamentali.
Quali altre esperienze ricordi di quegli anni?
Furono tre anni e mezzo molto intensi, fino al congedo nel 1988. Tra i diversi incarichi ricordo i servizi a Milano in occasione delle elezioni del 1986, la responsabilità come comandante della guardia nelle polveriere, i campi addestrativi e il comando delle scorte armate alle autocolonne.
Nel 1992 fui richiamato per quaranta giorni presso il 76° Reggimento Fanteria “Napoli”, a Cividale del Friuli. Il giorno successivo al mio arrivo partimmo per la Sardegna, dove il reggimento era impegnato nell’operazione “Forza Paris”, nel contesto delle attività di contrasto ai sequestri di persona.
Sono esperienze che mi hanno formato e che porto ancora con me. Dal 2010 ho il grado di maggiore e il mio legame con la Fanteria continua oggi attraverso l’impegno associativo.

Guardando al futuro, che cosa desideri per la sezione di Castelnuovo?
Vogliamo continuare a esserci, mantenendo vivo lo spirito che ci unisce e facendo conoscere l’associazione a nuove persone.
Ci stanno a cuore la memoria, l’amicizia e la disponibilità al servizio. Sono questi i valori che abbiamo ricevuto e che desideriamo trasmettere, continuando a partecipare alla vita della nostra comunità.
