Castelnuovo Belbo, un piccolo borgo dal cuore grande nel Monferrato astigiano
Tra paesaggi patrimonio UNESCO, storia millenaria, tradizioni e qualità della vita, il Sindaco Aldo Allineri racconta ad Adalberto Soli una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Introduzione
Prosegue il viaggio di Casa dei Cittadini alla scoperta dei Castelnuovi d'Italia, la rete che unisce Comuni accomunati dallo stesso nome e dalla volontà di valorizzare la propria identità attraverso la collaborazione, lo scambio di esperienze e la promozione dei rispettivi territori.
Questa volta ci spostiamo nel cuore del Monferrato astigiano, tra colline ricoperte di vigneti, piccoli borghi ricchi di storia e paesaggi riconosciuti dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità. Qui sorge Castelnuovo Belbo, una comunità di poco più di ottocento abitanti che ha saputo conservare il proprio carattere rurale investendo, nello stesso tempo, in servizi, cultura, sostenibilità e qualità della vita.
A raccontarcela è il Sindaco Aldo Allineri, intervistato da Adalberto Soli, coordinatore della rete dei Castelnuovi d'Italia.

Un Sindaco che vive il proprio Comune come una comunità
Adalberto Soli: Sindaco Allineri, ci racconti qualcosa di lei e della sua esperienza amministrativa?
Aldo Allineri: Guidare Castelnuovo Belbo dal 2016 è un onore e, soprattutto, una grande responsabilità. Amministrare un piccolo Comune significa conoscere personalmente le persone, ascoltarne i bisogni e cercare ogni giorno di trasformare l'amore per il proprio territorio in progetti concreti.
In questi anni abbiamo cercato di coniugare il rispetto delle nostre tradizioni con la capacità di innovare. Abbiamo investito nella scuola, ampliando gli spazi destinati alla mensa, alla biblioteca e alle attività culturali, affinché i nostri giovani possano crescere in un ambiente moderno e accogliente.
Abbiamo inoltre realizzato importanti opere di rigenerazione urbana e di messa in sicurezza del territorio, come il rifacimento dello storico ponte sul torrente Belbo e numerosi interventi sulla viabilità collinare.
Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale, attraverso il rinnovo dell'illuminazione pubblica con tecnologia LED e il completamento della rete in fibra ottica, che oggi permette a cittadini e imprese di usufruire di collegamenti digitali efficienti.
Il nostro obiettivo è semplice: fare di Castelnuovo Belbo un luogo in cui sia bello vivere, lavorare e crescere una famiglia, valorizzando al tempo stesso le eccellenze del Monferrato.
Entrare a far parte della rete dei Castelnuovi d'Italia rappresenta inoltre un motivo di orgoglio, perché significa condividere con altri Comuni una stessa visione: promuovere i piccoli borghi italiani mettendone in luce la storia, le tradizioni e la capacità di costruire futuro.

Un piccolo Comune immerso nei paesaggi UNESCO
Adalberto Soli: Come descriverebbe Castelnuovo Belbo a chi non lo conosce?
Aldo Allineri: Castelnuovo Belbo è un piccolo Comune della provincia di Asti, situato nella media Valle Belbo, nel cuore di quel territorio che nel 2014 è stato riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dell'Umanità per i suoi straordinari paesaggi vitivinicoli.
Qui la natura è protagonista. Le colline modellate nel tempo si alternano ai vigneti, ai frutteti, ai boschi e ai campi coltivati, creando un paesaggio armonioso che cambia colore in ogni stagione.
Il paese conserva una dimensione autentica, fatta di relazioni, tranquillità e attenzione alla qualità della vita. Pur contando poco più di ottocento residenti, ospita numerose seconde case, molte delle quali acquistate da cittadini stranieri che hanno scelto questo angolo del Monferrato come luogo ideale per trascorrere periodi di riposo immersi nella natura.
Questa capacità di attrarre persone provenienti anche da altri Paesi testimonia quanto il nostro territorio sia apprezzato non solo per la sua bellezza, ma anche per l'atmosfera di serenità e autenticità che riesce ancora a trasmettere.
Mille anni di storia tra castelli e marchesati
Adalberto Soli: Le origini di Castelnuovo Belbo raccontano una storia molto antica.
Aldo Allineri: Le nostre radici affondano nel Medioevo, anche se il nome del paese richiama probabilmente un antico insediamento romano sorto nei pressi del torrente Belbo.
Per secoli Castelnuovo fu conosciuto come Castelnuovo d'Incisa, appartenendo al Marchesato di Incisa, uno dei più importanti del territorio. La sua posizione strategica lo rese spesso conteso da importanti famiglie nobiliari e da potenti signorie dell'Italia settentrionale.
Il primo nucleo abitato sorse attorno all'anno Mille come fortezza difensiva. In quell'epoca le popolazioni cercavano rifugio sulle alture, sia per difendersi dagli eserciti sia dagli animali selvatici che popolavano i boschi.
Nel Settecento il paese cambiò profondamente il proprio volto. Le abitazioni si spostarono progressivamente dalla zona della Rocca verso la pianura, dove vennero costruite la nuova chiesa parrocchiale e gli edifici destinati alla vita civile. È da quella trasformazione urbanistica che nasce l'impianto del paese che possiamo ancora osservare oggi.

Un patrimonio architettonico che racconta la storia del territorio
Adalberto Soli: Passeggiando per il centro storico si percepisce immediatamente il valore del patrimonio architettonico locale.
Aldo Allineri: Il simbolo del paese è certamente la Chiesa di San Biagio, dedicata al patrono della comunità. La sua facciata in mattoni a vista rappresenta perfettamente l'architettura tradizionale piemontese, sobria ed elegante al tempo stesso.
Poco distante si trova il Palazzo Municipale, anch'esso caratterizzato da linee essenziali che dialogano armoniosamente con la piazza principale, recentemente riqualificata.
Rimangono inoltre importanti testimonianze dell'antica Rocca medievale, mentre sulla collina sorge la suggestiva chiesetta romanica di San Biagio, immersa nel verde, che conserva ancora elementi dell'impianto originario e fa parte del circuito regionale del Piemonte Romanico.
Sono luoghi che raccontano la nostra storia e che testimoniano il forte legame tra la comunità e il proprio patrimonio culturale.

Persone, memoria e senso di appartenenza
Adalberto Soli: Ogni comunità custodisce figure che ne hanno segnato la storia. Quali sono quelle più rappresentative per Castelnuovo Belbo?
Aldo Allineri: La storia di un paese è fatta soprattutto delle persone che lo hanno abitato e servito. Castelnuovo Belbo conserva con orgoglio il ricordo di Monsignor Lorenzo Delponte, Vescovo di Acqui Terme, nato proprio nel nostro territorio e ricordato per il suo profondo impegno pastorale e sociale.
Con altrettanto rispetto ricordiamo Don Secondo Belizzone, sacerdote molto amato dalla comunità, e Vincenzo Lorenzo Terzano, insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per l'eroico sacrificio compiuto durante il servizio nell'Arma dei Carabinieri.
Tra i luoghi della memoria vi è anche il memoriale dedicato al capitano americano Zane Elwood Carlson, caduto nel 1944 mentre sosteneva la lotta di Liberazione. È un luogo semplice ma intenso, che ricorda come anche queste colline siano state teatro di vicende che appartengono alla storia d'Italia.
Conservare questa memoria significa trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà, del servizio e del senso civico.
Un'economia che nasce dalla terra e guarda al futuro
Adalberto Soli: L'agricoltura continua a rappresentare il cuore dell'economia locale?
Aldo Allineri: Senza dubbio. Castelnuovo Belbo mantiene una forte vocazione agricola, profondamente legata alla viticoltura e alle produzioni tipiche del Monferrato.
Le nostre colline ospitano vigneti destinati alla produzione di vini di grande qualità, ma il territorio è conosciuto anche per la produzione di barbatelle, fondamentali per l'impianto dei vigneti, oltre che per frutteti, noccioleti, boschi di acacie e una consolidata produzione di miele.
Un prodotto simbolo è il Cardo Gobbo del Monferrato, presidio Slow Food, coltivato lungo le rive del torrente Belbo secondo una tecnica tradizionale che gli conferisce tenerezza e un sapore unico. È uno dei prodotti che meglio rappresentano il legame tra la nostra terra, il lavoro agricolo e la cultura gastronomica piemontese.
Anche se, come molti piccoli Comuni, abbiamo conosciuto il fenomeno dello spopolamento, continuiamo a credere che la valorizzazione del territorio, dell'agricoltura e del turismo sostenibile possa offrire nuove opportunità di sviluppo.

Servizi e cultura: qualità della vita per residenti e visitatori
Adalberto Soli: Colpisce il numero di servizi presenti in un Comune di dimensioni contenute.
Aldo Allineri: È una scelta precisa dell'Amministrazione. Vogliamo che vivere in un piccolo Comune non significhi rinunciare ai servizi essenziali.
Per questo Castelnuovo Belbo dispone di strutture sanitarie, ufficio postale, banca, farmacia, attività commerciali, ristorazione, aziende agricole, strutture ricettive e numerosi servizi a disposizione sia dei residenti sia dei visitatori.
Abbiamo investito anche nella cultura. La Biblioteca Comunale "Luigi Fenga", che oggi conserva circa quattordicimila volumi, è diventata un luogo di incontro aperto a tutta la comunità.
Accanto ad essa si trova il Museo dedicato a Francesco Cirio, imprenditore che ha segnato la storia dell'industria alimentare italiana, offrendo ai visitatori un percorso che racconta una straordinaria esperienza imprenditoriale nata proprio in questo territorio.
Grande attenzione è stata riservata anche alla scuola, agli spazi dedicati agli eventi culturali, agli impianti sportivi e ai luoghi di aggregazione, perché la qualità della vita dipende anche dalla possibilità di incontrarsi, fare cultura e costruire relazioni.

Paesaggi, sapori e turismo lento
Adalberto Soli: Il vostro territorio sembra particolarmente adatto a un turismo rispettoso dell'ambiente.
Aldo Allineri: È proprio così. Le nostre colline invitano a essere percorse con calma, a piedi o in bicicletta, tra vigneti, noccioleti e campi coltivati.
Molti visitatori raggiungono la Big Bench che domina il paesaggio vitivinicolo del Monferrato, mentre altri preferiscono seguire i percorsi lungo il torrente Belbo, dove natura e agricoltura convivono armoniosamente.
Chi arriva qui scopre anche una cucina profondamente legata alle tradizioni locali. Oltre ai grandi vini del territorio, invitiamo sempre gli ospiti ad assaggiare il Cardo Gobbo con la tradizionale bagna cauda, uno dei piatti più rappresentativi della cultura gastronomica piemontese.
Il turismo che immaginiamo non è quello dei grandi numeri, ma quello delle persone che desiderano conoscere davvero un territorio, incontrarne gli abitanti e apprezzarne la storia, i sapori e il paesaggio.
Tradizioni che rafforzano la comunità
Adalberto Soli: Quanto sono importanti le feste popolari nella vita del paese?
Aldo Allineri: Sono momenti fondamentali perché mantengono vivo il senso di appartenenza.
I nostri patroni, San Biagio e San Rocco, vengono ancora oggi celebrati con grande partecipazione, così come continuano a vivere molte tradizioni gastronomiche e popolari tramandate nel tempo.
Accanto alle feste religiose organizziamo numerose iniziative durante tutto l'anno: il Carnevale, le giornate ecologiche, le camminate enogastronomiche, i raduni di auto storiche, le mostre di presepi, gli incontri culturali, le attività sportive e le iniziative promosse dalle associazioni di volontariato.
Sono occasioni che coinvolgono tutta la comunità e permettono anche ai visitatori di conoscere il volto più autentico di Castelnuovo Belbo.

La rete dei Castelnuovi d'Italia: un'opportunità per il futuro
Adalberto Soli: Quale valore attribuisce alla rete dei Castelnuovi d'Italia?
Aldo Allineri: È un progetto che negli anni ha dimostrato quanto sia importante fare rete tra piccoli Comuni.
Condividere esperienze amministrative, valorizzare insieme il patrimonio storico e culturale e promuovere forme di collaborazione rappresenta una risorsa preziosa.
Credo che oggi questa rete possa compiere un ulteriore passo avanti, sviluppando progetti comuni dedicati al turismo lento, alla digitalizzazione, ai giovani e alla valorizzazione dei nostri borghi.
Mi piace l'idea di un "Passaporto dei Castelnuovi d'Italia", capace di invitare i visitatori a conoscere tutte le comunità che fanno parte di questa grande famiglia. Sarebbe un modo concreto per trasformare un legame storico in un'opportunità di crescita condivisa.
Una piccola comunità con grandi valori
L'incontro con Castelnuovo Belbo conferma come la ricchezza dei piccoli Comuni italiani non si misuri soltanto con il numero degli abitanti, ma con la capacità di custodire la propria identità e di costruire il futuro partendo dalle proprie radici.
Tra paesaggi riconosciuti dall'UNESCO, una storia millenaria, produzioni agricole d'eccellenza e una comunità che continua a investire nella qualità della vita, Castelnuovo Belbo rappresenta un esempio concreto di come i piccoli borghi possano continuare a essere luoghi vivi, accoglienti e ricchi di prospettive.
È questo, in fondo, il significato più autentico della rete dei Castelnuovi d'Italia: mettere in relazione territori diversi ma uniti dagli stessi valori, favorendo la conoscenza reciproca e promuovendo quel patrimonio di storia, cultura e umanità che rende unico il nostro Paese.
