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26
July
2026

AIDO Castelnuovo del Garda: il dono che genera speranza

La donazione è una scelta libera e consapevole che può cambiare la vita di molte persone. Con Maurizio Vedovi, presidente di AIDO Castelnuovo del Garda, parliamo di volontariato, informazione e responsabilità condivisa.

Maurizio Vedovi
Maurizio Vedovi
Redazione CdC
Redazione CdC

Ci racconti chi siete e come lavorate insieme per diffondere la cultura del dono?

Il gruppo AIDO di Castelnuovo del Garda raccoglie un'eredità preziosa, nata il 30 dicembre 1977, quando un gruppo di persone, con coraggio e lungimiranza, decise di fondare AIDO nel nostro Comune. Da allora è iniziato un cammino fatto di volontariato, sensibilizzazione e presenza sul territorio.

Oggi continuiamo quella storia come una squadra di volontarie e volontari, uniti da un obiettivo comune: diffondere la cultura della donazione di organi, tessuti e cellule. Ognuno mette a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e la propria sensibilità.

La nostra forza è il lavoro di squadra: custodire l'eredità dei fondatori significa continuare a testimoniare che donare è un gesto di vita e di responsabilità verso gli altri.

Maurizio Vedovi: Presidente  AIDO Gruppo Comunale di Castelnuovo del Garda OdV "Giuseppe Banterle"

Quanto sono importanti informazione e formazione per diffondere la cultura della donazione?

Sono fondamentali. La consapevolezza cresce attraverso un'informazione corretta, la formazione e il dialogo. Molte persone non si esprimono non perché siano contrarie, ma perché conoscono poco questo tema o non hanno mai avuto occasione di affrontarlo.

Il compito di AIDO è accompagnare le persone in questo percorso: creare occasioni di incontro, rispondere ai dubbi e aiutare ciascuno a maturare una scelta libera e consapevole. Informare significa costruire fiducia, affrontando un tema delicato con rispetto, chiarezza e serietà.

Cosa si deve fare per diventare donatrice o donatore?

La cosa più importante è esprimere chiaramente la propria volontà. Ogni cittadino maggiorenne può dichiarare il proprio consenso o dissenso alla donazione di organi e tessuti presso il Comune, in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d'identità, tramite AIDO, presso la propria Azienda sanitaria oppure con una dichiarazione scritta, datata e firmata.

L'iscrizione ad AIDO ha anche un valore speciale: non rappresenta solo una scelta personale, ma il desiderio di far parte di una comunità che crede nella solidarietà e nel dono.

È importante parlarne anche in famiglia, perché condividere la propria volontà aiuta a renderla chiara e conosciuta dalle persone più vicine. La scelta resta sempre libera e può essere modificata nel tempo.

Le giovani generazioni rispondono con interesse?

Sì. Quando il tema viene affrontato con chiarezza e autenticità, i giovani dimostrano grande sensibilità.

In questo senso è molto importante il lavoro di AIDO provinciale di Verona, che ha istituito un gruppo dedicato agli incontri informativi nelle scuole, coinvolgendo volontari e testimonial.

A questo si aggiunge il progetto "Giovani Ambasciatori del Dono", promosso da AIDO Regionale Veneto, che coinvolge attivamente le nuove generazioni nella diffusione della cultura del dono attraverso il confronto tra pari e la partecipazione diretta dei ragazzi.

Questi incontri permettono agli studenti di conoscere meglio la donazione di organi, tessuti e cellule, di fare domande e confrontarsi con esperienze concrete. Le testimonianze aiutano a comprendere che dietro la parola "donazione" ci sono persone, famiglie, speranze e nuove possibilità di vita.

Il futuro della cultura del dono passa anche dalle scuole: accompagnare le nuove generazioni significa seminare consapevolezza, solidarietà e responsabilità.

Nel promuovere una corretta informazione, quanto è importante il supporto della ULSS e della rete sanitaria del territorio?

È molto importante. AIDO ha il compito di sensibilizzare e promuovere la cultura del dono, ma gli aspetti sanitari devono essere affidati a professionisti competenti e a una rete istituzionale preparata.

La collaborazione con la ULSS, con la rete sanitaria e con il Coordinamento Regionale Trapianti consente di offrire informazioni corrette, aggiornate e affidabili. È fondamentale presentarsi uniti: associazioni, istituzioni, operatori sanitari e volontari, ciascuno nel proprio ruolo.

Anche alcuni fatti recenti ci ricordano quanto il sistema della donazione e dei trapianti sia delicato e richieda competenza, organizzazione e grande professionalità. Penso ai pazienti ustionati di Crans-Montana, dove il trapianto di pelle e il lavoro delle banche dei tessuti hanno mostrato il valore di strutture altamente specializzate; penso anche alla dolorosa vicenda del piccolo Domenico Caliendo, che richiama tutti alla necessità di parlare di donazione con serietà, rispetto e fiducia. Situazioni diverse che ricordano quanto sia importante una sanità preparata, responsabile e profondamente umana.

Il nostro desiderio è rafforzare ulteriormente questa collaborazione, soprattutto negli incontri pubblici, nelle scuole e nelle iniziative rivolte alla cittadinanza. Parlare di donazione significa anche riconoscere il valore di chi opera ogni giorno con competenza, responsabilità e umanità all'interno della rete sanitaria.

Il volontariato vive anche di relazioni e collaborazione. Quanto è importante fare rete con le altre associazioni del territorio?

Il volontariato dà il meglio di sé quando costruisce relazioni e lavora insieme. Ogni associazione ha la propria identità e la propria missione, ma tutte condividono lo stesso valore: mettersi a disposizione degli altri.

La cultura del dono è ampia: comprende la donazione di organi, sangue, midollo, tempo, competenze e attenzione. Quando le associazioni collaborano, il messaggio diventa più forte e raggiunge più persone.

Fare rete significa sostenersi, partecipare insieme alle iniziative e presentarsi alla comunità come parte di un tessuto solidale. Da soli si può fare qualcosa; insieme si può lasciare un segno più profondo.

Si collabora tra AIDO dei diversi Comuni?

I gruppi comunali sono vicini alle persone e conoscono bene il proprio territorio, ma fanno parte di una rete più ampia.

Collaborare con gli altri gruppi AIDO permette di condividere esperienze, idee e iniziative, sentendosi parte di un cammino comune. Un progetto nato in un Comune può diventare un'opportunità anche per altri; in molte occasioni organizzare eventi insieme rende il messaggio ancora più efficace.

AIDO è forte quando riesce a essere vicina alle comunità locali e, nello stesso tempo, unita nella promozione del valore del dono e della scelta libera e consapevole.

Quali sono i programmi per il prossimo futuro?

Il nostro primo impegno è continuare a informare: in Italia le persone in lista d'attesa per un trapianto sono ancora oltre ottomila, con 8.532 pazienti registrati al 18 luglio 2026. Dietro questi numeri ci sono storie concrete che rendono ancora più importante riflettere e compiere una scelta responsabile.

Vogliamo rafforzare il rapporto con le scuole, con i giovani e con la rete formata da Comune, ULSS, associazioni del territorio e altri gruppi AIDO.

Il 2027 sarà un anno particolarmente significativo: AIDO Castelnuovo del Garda celebrerà i cinquant'anni dalla fondazione. Sarà l'occasione per ricordare chi ha iniziato questo cammino, ringraziare chi lo ha portato avanti e rilanciare il nostro impegno verso la comunità.

Il nostro obiettivo non è soltanto aumentare le iscrizioni, ma far crescere una comunità di persone informate e responsabili. Custodire questa storia significa renderla viva ogni giorno con presenza, responsabilità e speranza.

Il futuro del volontariato passa anche attraverso i giovani: dalla loro capacità di ascoltare, mettersi in gioco e portare energie nuove nelle comunità. AIDO ha bisogno del loro sguardo, del loro linguaggio e della loro sensibilità per continuare a diffondere, con entusiasmo e credibilità, la cultura del dono.

26
July
2026

AIDO Castelnuovo del Garda: il dono che genera speranza

La donazione è una scelta libera e consapevole che può cambiare la vita di molte persone. Con Maurizio Vedovi, presidente di AIDO Castelnuovo del Garda, parliamo di volontariato, informazione e responsabilità condivisa.

Maurizio Vedovi
Maurizio Vedovi
Redazione CdC
Redazione CdC

🤝 Collaboratori

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📝 Descrizione del Progetto

Ci racconti chi siete e come lavorate insieme per diffondere la cultura del dono?

Il gruppo AIDO di Castelnuovo del Garda raccoglie un'eredità preziosa, nata il 30 dicembre 1977, quando un gruppo di persone, con coraggio e lungimiranza, decise di fondare AIDO nel nostro Comune. Da allora è iniziato un cammino fatto di volontariato, sensibilizzazione e presenza sul territorio.

Oggi continuiamo quella storia come una squadra di volontarie e volontari, uniti da un obiettivo comune: diffondere la cultura della donazione di organi, tessuti e cellule. Ognuno mette a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e la propria sensibilità.

La nostra forza è il lavoro di squadra: custodire l'eredità dei fondatori significa continuare a testimoniare che donare è un gesto di vita e di responsabilità verso gli altri.

Maurizio Vedovi: Presidente  AIDO Gruppo Comunale di Castelnuovo del Garda OdV "Giuseppe Banterle"

Quanto sono importanti informazione e formazione per diffondere la cultura della donazione?

Sono fondamentali. La consapevolezza cresce attraverso un'informazione corretta, la formazione e il dialogo. Molte persone non si esprimono non perché siano contrarie, ma perché conoscono poco questo tema o non hanno mai avuto occasione di affrontarlo.

Il compito di AIDO è accompagnare le persone in questo percorso: creare occasioni di incontro, rispondere ai dubbi e aiutare ciascuno a maturare una scelta libera e consapevole. Informare significa costruire fiducia, affrontando un tema delicato con rispetto, chiarezza e serietà.

Cosa si deve fare per diventare donatrice o donatore?

La cosa più importante è esprimere chiaramente la propria volontà. Ogni cittadino maggiorenne può dichiarare il proprio consenso o dissenso alla donazione di organi e tessuti presso il Comune, in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d'identità, tramite AIDO, presso la propria Azienda sanitaria oppure con una dichiarazione scritta, datata e firmata.

L'iscrizione ad AIDO ha anche un valore speciale: non rappresenta solo una scelta personale, ma il desiderio di far parte di una comunità che crede nella solidarietà e nel dono.

È importante parlarne anche in famiglia, perché condividere la propria volontà aiuta a renderla chiara e conosciuta dalle persone più vicine. La scelta resta sempre libera e può essere modificata nel tempo.

Le giovani generazioni rispondono con interesse?

Sì. Quando il tema viene affrontato con chiarezza e autenticità, i giovani dimostrano grande sensibilità.

In questo senso è molto importante il lavoro di AIDO provinciale di Verona, che ha istituito un gruppo dedicato agli incontri informativi nelle scuole, coinvolgendo volontari e testimonial.

A questo si aggiunge il progetto "Giovani Ambasciatori del Dono", promosso da AIDO Regionale Veneto, che coinvolge attivamente le nuove generazioni nella diffusione della cultura del dono attraverso il confronto tra pari e la partecipazione diretta dei ragazzi.

Questi incontri permettono agli studenti di conoscere meglio la donazione di organi, tessuti e cellule, di fare domande e confrontarsi con esperienze concrete. Le testimonianze aiutano a comprendere che dietro la parola "donazione" ci sono persone, famiglie, speranze e nuove possibilità di vita.

Il futuro della cultura del dono passa anche dalle scuole: accompagnare le nuove generazioni significa seminare consapevolezza, solidarietà e responsabilità.

Nel promuovere una corretta informazione, quanto è importante il supporto della ULSS e della rete sanitaria del territorio?

È molto importante. AIDO ha il compito di sensibilizzare e promuovere la cultura del dono, ma gli aspetti sanitari devono essere affidati a professionisti competenti e a una rete istituzionale preparata.

La collaborazione con la ULSS, con la rete sanitaria e con il Coordinamento Regionale Trapianti consente di offrire informazioni corrette, aggiornate e affidabili. È fondamentale presentarsi uniti: associazioni, istituzioni, operatori sanitari e volontari, ciascuno nel proprio ruolo.

Anche alcuni fatti recenti ci ricordano quanto il sistema della donazione e dei trapianti sia delicato e richieda competenza, organizzazione e grande professionalità. Penso ai pazienti ustionati di Crans-Montana, dove il trapianto di pelle e il lavoro delle banche dei tessuti hanno mostrato il valore di strutture altamente specializzate; penso anche alla dolorosa vicenda del piccolo Domenico Caliendo, che richiama tutti alla necessità di parlare di donazione con serietà, rispetto e fiducia. Situazioni diverse che ricordano quanto sia importante una sanità preparata, responsabile e profondamente umana.

Il nostro desiderio è rafforzare ulteriormente questa collaborazione, soprattutto negli incontri pubblici, nelle scuole e nelle iniziative rivolte alla cittadinanza. Parlare di donazione significa anche riconoscere il valore di chi opera ogni giorno con competenza, responsabilità e umanità all'interno della rete sanitaria.

Il volontariato vive anche di relazioni e collaborazione. Quanto è importante fare rete con le altre associazioni del territorio?

Il volontariato dà il meglio di sé quando costruisce relazioni e lavora insieme. Ogni associazione ha la propria identità e la propria missione, ma tutte condividono lo stesso valore: mettersi a disposizione degli altri.

La cultura del dono è ampia: comprende la donazione di organi, sangue, midollo, tempo, competenze e attenzione. Quando le associazioni collaborano, il messaggio diventa più forte e raggiunge più persone.

Fare rete significa sostenersi, partecipare insieme alle iniziative e presentarsi alla comunità come parte di un tessuto solidale. Da soli si può fare qualcosa; insieme si può lasciare un segno più profondo.

Si collabora tra AIDO dei diversi Comuni?

I gruppi comunali sono vicini alle persone e conoscono bene il proprio territorio, ma fanno parte di una rete più ampia.

Collaborare con gli altri gruppi AIDO permette di condividere esperienze, idee e iniziative, sentendosi parte di un cammino comune. Un progetto nato in un Comune può diventare un'opportunità anche per altri; in molte occasioni organizzare eventi insieme rende il messaggio ancora più efficace.

AIDO è forte quando riesce a essere vicina alle comunità locali e, nello stesso tempo, unita nella promozione del valore del dono e della scelta libera e consapevole.

Quali sono i programmi per il prossimo futuro?

Il nostro primo impegno è continuare a informare: in Italia le persone in lista d'attesa per un trapianto sono ancora oltre ottomila, con 8.532 pazienti registrati al 18 luglio 2026. Dietro questi numeri ci sono storie concrete che rendono ancora più importante riflettere e compiere una scelta responsabile.

Vogliamo rafforzare il rapporto con le scuole, con i giovani e con la rete formata da Comune, ULSS, associazioni del territorio e altri gruppi AIDO.

Il 2027 sarà un anno particolarmente significativo: AIDO Castelnuovo del Garda celebrerà i cinquant'anni dalla fondazione. Sarà l'occasione per ricordare chi ha iniziato questo cammino, ringraziare chi lo ha portato avanti e rilanciare il nostro impegno verso la comunità.

Il nostro obiettivo non è soltanto aumentare le iscrizioni, ma far crescere una comunità di persone informate e responsabili. Custodire questa storia significa renderla viva ogni giorno con presenza, responsabilità e speranza.

Il futuro del volontariato passa anche attraverso i giovani: dalla loro capacità di ascoltare, mettersi in gioco e portare energie nuove nelle comunità. AIDO ha bisogno del loro sguardo, del loro linguaggio e della loro sensibilità per continuare a diffondere, con entusiasmo e credibilità, la cultura del dono.

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